RIFIORIRE|23
Un programma ricchissimo per l’edizione 2023 di Chièdiscena. Il matinèe dedicato alle performance di B-ped, vede sul palco tre lavori di artisti associati:
- Entanglement, di Manuela V. Colacicco con Martina Di Prato e Rafael Candela. Due corpi che entrano in relazione, danno vita a un microcosmo fatto di equilibri che cambiano a seconda del loro influenzarsi a vicenda, del loro giocare a sparire e tornare alla luce fino al momento dell’allontanamento. Cosa rimane del loro incontro, lo determina l’occhio testimone dello spettatore.
- EUFORIA, un assolo di Giuseppe Zagaria. ”Il mio è un corpo che vuole essere libero: non limitato in un sistema di genere binario, non sessualizzato dall’occhio esterno. Il mio corpo esplora un genere fluido: uomo, donna, entrambi o nessuno. Il mio corpo converte in danza la disforia e l’euforia di genere. Su cosa ci si sofferma quando si guarda un corpo muoversi privo o colmo di stereotipi, ormai insidiati nella società? L’assolo si basa sulla riflessione riguardo la fluidità di genere, la capacità di diventare liberamente uno o più di un numero di generi per un tempo qualsiasi e per qualsivoglia numero di cambiamenti. Nel progetto ricerco una qualità di movimento che attinge da tutto lo spettro di genere e poi se ne libera ambendo ad essere energia, dinamica, forza e presenza. I movimenti eseguiti sperimentano uno stile androgino.”
- Soul space, di Rossella Del Vecchio, con Carmine Dipace e Rafael Candela. Due individui si trovano a dover condividere uno stesso luogo. Uno spazio d’animo. Questo è il luogo che entrambi abitano almeno una volta a settimana, da qualche tempo, in cui si grida la dipendenza, il complesso, la rabbia. I corpi si raccontano nello stesso istante e nella stessa struttura tutte le volte, senza saperlo. E qualcuno, dall’esterno, spia gli stati emotivi dei due soggetti.
Novità di quest’anno, una performance site-specific a cura del Duo Indolfi: Io. Tu. Io e te. Tu e Io. Noi. Loro. Noi e loro. “Siamo state la stessa persona, siamo state la stessa carne, siamo state lo stesso respiro, e poi qualcosa ha deciso che quell’uno non bastava, che da quell’uno dovesse nascere un’altra vita. Siamo figlie e madre l’una dell’altra. Siamo state generate dalla nostra stessa carne. Siamo nate due volte. Ora siamo due, in vita, con le stesse sembianze fisiche e con tutto il nostro errare, incespicare e lottare con ciò che non possiamo controllare: la nostra origine, la nostra storia, la nostra nascita, scritta sulla nostra pelle, insita nel nostro modo uguale di respirare, camminare, incurvare la schiena, parlare al telefono. Danziamo e cadiamo per cercare di stare al mondo, in un mondo che è attratto da ciò che c’è tra noi e allo stesso tempo brama la nostra separazione. Un mondo che ha giocato con noi ad “indovina chi”, che ci ha tolto nome e nel frattempo ci ha domandato curioso “come si fa? Cosa si prova?”.
Prezioso il momento di lavoro e scambio diretto con i ragazzi e le ragazze partecipanti al festival. Condotto da Manuela V. Colacicco con la musica live delle percussioni di Domenico Lillo, il workshop “Tout les choses…c’est du rhytm!” vede i partecipanti coinvolti in alcuni esercizi pratici e giochi che li portano ad esplorare il ritmo come manifestazione centrale della vita. L’uso del movimento, del suono del corpo, della voce e del respiro, creano nel gruppo un’orchestra di strumenti umani che costruiscono una propria sinfonia.



















































